The Code: verso il successo online

Tempo fa ho avuto la possibilità di partecipare ad un workshop (gratuito) con Marco Montemagno, imprenditore digital da tanti anni che si autodefinisce come un “dilettante professionista che fa sulla sua stessa pelle una serie di iniziative di comunicazione e che condivide ciò che funziona nel concreto.”

Un personaggio, insomma.

Durante questo incontro ha tracciato i suoi 5 punti fondamentali per comunicare. E quindi riuscire a vendere se stessi o il proprio prodotto.

Di seguito, la carrellata di ciò che è importante tenere d’occhio.

 

Primo tema: I BOT

Una domanda molto frequente tra i commercianti è: “Come contatto in modo efficace i miei clienti?”

La risposta giusta potrebbe essere uscita da un anno e mezzo a questa parte con l’introduzione di una nuova tecnologia che permette di rispondere in modo automatico: i bot, appunto.

Fino a ieri si inviavano mail ai propri clienti ma il tasso di aperture di queste e il click rate (tasso di click che uno fa quando gli arriva un messaggio) è calato tantissimo negli anni. Oggi, di conseguenza, è molto probabile che io abbia una percentuale di apertura della mia pubblicità/offerta molto bassa (20-25%, dipende ovviamente anche da chi sei e da quanto è grande la tua mail list).

I bot, quindi, sono una modalità nuova e migliore per raggiungere il maggior numero di clienti. Esistono principalmente su Facebook Messenger e Whatsapp installando un software gratuito chiamato mailchat che facilita la comunicazione diretta con tutti i clienti che ti seguono.

Ma qual è realmente la differenza?

Il tasso di apertura delle mail arriva molto più facilmente ad essere del 100%.

Secondo tema importante: I VIDEO

Quanti guardano i video?

E quanti li fanno per comunicare un contenuto?

Quando fai dei video non puoi esimerti dal fatto che inizierai facendo mille errori, non puoi pensare di partire con il video perfetto. D’altro canto, però, oggi nel 2017 non puoi fare comunicazione senza usare i video.

Il fare video è quello che ti dà un vantaggio competitivo.

Quali video sono più accattivanti?

Video registrati, video in diretta (che sembrano più facili ma almeno che tu non abbia particolari doti, come Fiorello, restano i più difficili) o video di 10 secondi (tipo Snapchat e Instagram)

Instagram e Snapchat: cavalli su cui puntare

Stanno crescendo molto: Snapchat si sta quotando in borsa per 25 miliardi in questi giorni.

Cosa vuol dire tutto ciò?

Avrà un sacco di soldi e di conseguenza investirà per ridurre il divario con i competitors proponendo funzionalità nuove e innovative.

Per quanto riguarda Instagram, da quando ha introdotto i video istantanei, le cosidette “stories” ha avuto un picco esponenziale. Queste Instagram stories fanno 120/140 milioni di utenti al giorni. Non male per essere stata etichettata come una copiatura dell’altro social, Snapchat.

Meglio tenerli d’occhio questi due, potrebbero rivoluzionare tutto.

In definitiva, su quali social puntare per la nostra attività?

Realisticamente Facebook non lo tiri giù dal gradino più alto (1 miliardo e mezzo di utenti, in italia 31 milioni di persone), Instagram con la nuova funzionalità delle stories è molto forte e Snapchat sta andando a crescere in modo vertiginoso.

Quarto punto: GLI INFLUENCERS

Se hai un badget di comunicazione, forse è meglio investirlo sugli infuencers piuttosto che su dei volantini -che in pochi leggono- perchè questo è un mondo che ha un grosso impatto mediatico e porta ad una maggiore visibilità del proprio brand. Sicuramente un pensierino andrebbe fatto.

Ma chi sono questi influencers?

Un influencer è colui che è in grado di fare contenuti e fare –al meglio- ciò che sa fare.

E quando si diventa un influencer?

Quando arrivi ad avere un gran numero di persone che ti seguono (followers) e riesci a guidarli in base alle tue opinioni e alle tue scelte, partendo dalla generazione Z fino ad arrivare ai millennials.

Oggi si fanno campagne di influencer marketing (le marche, i brand) e si ha la possibilità di comunicare in modo molto più impattante e diretto mettendo da una parte tutti i valori del brand rappresentato e dall’altra cercando di non snaturare il personaggio agli occhi della sua community. La mission è scegliere quell’influencer che più si avvicina a quel genere di pubblico che il brand deve impattare.

In Italia c’è ancora arretratezza nel pensare che la comunicazione debba passare sempre e comunque per i soliti canali tradizionali.

Lo smartphone è il nuovo televisore ed è per questo che gli influncer hanno una grandissima notorietà, soprattutto tra i giovani.

Ultimo tema: FACEBOOK ADS

Su Facebook il prodotto che promuovi deve avere un buon contenuto perchè se fa cagare non ha senso. In Italia esiste una percezione molto diffusa che usare questa pubblicità è un po’ come “falsare le regole”, invece chi fa business sa benissimo che Facebook è un media a pagamento, non gratuito. Da sempre.

È come andare in tv e chiedere uno spazio gratis in prima serata.

Certo! Accomodati..

Su Facebook se tu crei contenuti la tua reach organica di persone che raggiungi sono limitate. Tipicamente la reach oggi è tra un 3-5-10% e quindi non raggiungi tutti quanti quando metti un update.

Zuckerberg –con un grosso fiuto per i soldi- ha quindi messo questo meccanismo a pagamento per raggiungere più persone possibili.

La regola su facebook (per essere competitivo) è:

Vuoi fare un buon contenuto che sia sostenibile per il business?

  1. Fai un ottimo contenuto;
  2. Scegli una nicchia mirata e specifica;
  3. Promuovi quel singolo contenuto su quel preciso pubblico.

 

Fine.

 

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